Archivio per Novembre 2006

Il Labirinto del Fauno

Novembre 28, 2006

Vi piacciono le favole? soprattutto quelle Disney? se la risposta è si e siete un po’ cresciutelli (il film è vietato ai minori di 14 anni) vi consiglio viavamente la visione di questa macabra favola ambientata in una Spagna chiusa dalla dittatura fascista di Franco. La storia narra di una bambina sconvolta dalla perdita del padre e dal fatto che la madre aspetti un figlio da uno dei più importanti e crudeli capitani dell’esercito dittatoriale, forse anche assassino del padre. La protagonista con la madre si trasferisce dalla città in un vecchio mulino situato in un bosco isolato e vicino al quale sorgono diverse rovine sulle quali esistono diverse storie, leggende di cui ben presto entrerà a far parte anche la bimba. Molte sono le citazioni a favole famose, io ho notato: le scarpette rosse di Doroty, Alice nel Paese delle Meraviglie davanti la casa del Bianconiglio, l’abito della festa della protagonista che ricorda molto quello di Biancaneve ed il mostro che incontra nella seconda “prova” che assomiglia molto come contesto alla strega di Hansel e Greta,  ma sono sicuro che riguardando il film uscirebbero fuori anche altre citazioni da favola.  Molto belle anche le musiche che sempre ricalcando i classici Disney seguono spesso i movimenti dei personaggi (quando scende le scale e quando si aprono gli ombrelli per proteggere gli ospiti dalla pioggia ad esempio).

In conclusione consiglio vivamente la visione di questa originale, macabra, un po’ politica, ma pur sempre favola.

Se avete già visto il film continuate a leggere, altrimenti fermatevi qui.

Alla fine si capisce con certezza che tutto il film è basato forse sulla fantasia della protagonista, infatti non è ben chiaro se la bimba immagina tutta lo storia o se questa sia reale, in ogni caso lei ora è morta ed ha raggiunto in cielo i suoi cari ed è questo quello che a lei importa.  Se è vero che il film è tutto frutto della fantasia della bimba allora sono anche spiegate le varie citazioni di favole che si trovano nella storia, questo perchè la ragazzina legge molti libri di fiabe e quindi il suo immaginario viene condizionato dalle sue letture.

Flags of Our Fathers

Novembre 28, 2006

Eastwood si riconferma autore di successo, dopo averci per anni colpito con la sua revolver, ora impugna la macchina da presa. Strumento diverso, ma risultato uguale e noi non possiamo fare altro che guardare e rimanere meravigliati ed uscire con un po di malinconia dal cinema, o almeno è questo che succede sempre a me. quando guardo un suo film. Questo film a mio parere rappresenta una discussione sul termine EROE mentre sullo sfondo scorre una storia il cui genere ha molto familiarità con questo termine, cioè una storia di guerra. Nel film vi è la dimostrazione che l’eroe non esiste, ma viene creato dalla gente che ne ha bisogno per avere un esempio da seguire, per poter dire di essere tranquilla perchè al mondo ci sono eroi, ma chi sono gli eroi? esistono veramente?  esiste una  persona che può essere definita eroe senza sentire di rubare qualcosa a chi secondo lui è più eroico di lui? Forse non esiste nessuno che può definirsi eroe per definizione e forse un po’ tutti siamo eroi, almeno per un istante, magari lungo, ma che sicuramente non durerà tutta la vita. L’eroismo ha sicuro diverse facce e nel film viene mostrata l’onesta e semplicità degli eroi (Doc), il protagonismo e la capacità di essere un simbolo per gli altri (Rene) ed anche l’incubo di essere un eroe(Ira).

Best Practices per Java

Novembre 25, 2006

Mio fratello mi ha segnalato questo interessante sito dedicato alle best pratices in java http://www.javapractices.com …sembra molto interessante

ma vi rendete conto !?!!?

Novembre 25, 2006

Tratto da Telefonino.it:

La colpa della cattiva ricezione di 3 nel Sud Italia sarebbe colpa della Mafia, secondo Vincenzo Novari, amministratore delegato dell’operatore telefonico.
In una dichiarazione, riportata dal quotidiano ‘Libero’, Novari avrebbe infatti affermato che, in molte zone, la compagnia ha preferito rinunciare all’installazione di nuove antenne per non dover pagare il pizzo.
La conseguenza per Calabria, Campania e Sicilia sarebbe una copertura inferiore del 10 per cento a quella del resto dell’Italia.

ma vi rendete conto…l’amministratoredi 3 voleva installare delle antenne nel sud e non ha potuto, si vede perchè non sapeva a chi rivolgersi, infatti in Campania avrebbe dovuto parlare con la Camorra, in Calabria con l’Ndrangheta e in Sicilia con la Mafia…scherzi a parte è assurdo che una azienda di quel livello ed in questo caso lo sviluppo venga fermata dalla criminalità!

Quando queste “associazioni” smetteranno di fare danni di bloccare lo sviluppo di costringere chi vuole lavorare ad andarlo a fare altrove???  Quando?

Io nel mio piccolo sono un esempio di questo. Ora lavoro a Torino ma sono di Salerno, e di certo non è stato sempre nei miei sogni lavorare qui…perchè sono qui??? perchè nella mia terra non c’è abbastanza lavoro e credo che quanto descritto dall’amministratore delegato di 3 in fondo riguardi anche la mia situazione.

Girando per Torino…

Novembre 24, 2006

Ieri sera mi sono andato a bere una birretta con i miei fedeli colleghi (Leo e Carleo) e girando per i vicoli del quadrilatero romano ho beccato questa curiosa installazione di un artista olandese installatosi a Torino, come vedete è tutto un installare:D

photo-0605.jpg

Ajax di prima mattina

Novembre 24, 2006

Stamattina mentre facevo la mia visitina quotidiana a Ajaxian ho visto due interessanti news:

  • E’ stato rilasciato una nuova versione di qooxdoo framework e consigli a tutti di provarlo perchè è veramente carino
  • Open-jACOB Draw2D che è una libreria per la creazione di workflow che sembra ecceziunale veramente (esempio).

Per ora è tutto brava gente:D

Articolo interessante sull’uso delle ENUM in java

Novembre 23, 2006

Gironzolando qua e là ho trovato questo post interessante sull’uso delle enumerazioni in java 5.

Buona lettura a tutti :D

lo voglio:D

Novembre 21, 2006

Quello nella foto, cioè nuovo header del blog:D

Novembre 20, 2006

Finamelmente mi sono deciso a cambiare l’header del blog con uno personalizzato!

La foto l’ho scattata stamattina prima di andare a lavoro, scusate per lo sguardo poco sveglio ma mi ero appena alzato, cosa ne pensate? fa troppo schifo oppure lo mantengo???

Pushlet: Un modo semplice per un semplice server push

Novembre 20, 2006

Chi sta seguendo da vicino l’evoluzione che è nata intorno al web da quando è stato introdotto AJAX avrà forse sentito parlare di COMET. Questa tecnologia è basata sull’HTTP Streaming, metodologia utilizzata solitamente dai plugin multimediale per l’invio in streaming di contenuti audio video. A differenza di una semplice richiesta HTTP la connessione non viene aperta e chiusa ogni volta che avviene, ma viene semplicemente aperta una prima volta per poi essere lasciata sempre aperta in modo da permettere un transito continuo di dati senza dover fare nuove richiesta, in parole povere: ad una sola richiesta corrispondono molteplici risposte. Se per esempio abbiamo un lettore di RSS che si aggiorna in automatico la soluzione che applicheremo solitamente è quella di leggere l’RSS ad intervalli di tempo regolari e controlleremo se è cambiato rispetto alla versione precedente. Questo approccio comporterà molte richieste e risposte inutili con un notevole dispendio di risorse. Non sarebbe meglio se fosse la nostra risorsa risorsa ad avvertire la nostra applicazione quando viene modificata e quindi quando effettivamente deve avvenire l’aggiornamento? Se la vostra risposta è SI allora continuate a leggere l’articolo, se invece avete risposto NO potete anche fermarvi qui.
Vedo che avete scelto SI, quindi torniamo a noi: quanto detto prima è possibile grazie al server push e le Pushlet inventate da un ingegnere olandese sono una semplice soluzione al nostro problema. Altra soluzione molto interessante, ma commercial è data anche da un server push creato da una ditta italiano, ma utilizzato in tutto il mondo, il suo nome è Lightstreamer.

La particolarità delle Pushlet è quella di fare un grosso utilizzo della tecnologia DHTML e AJAX, rendendo praticamente inutile la scrittura di codice java.

Una piccola parentesi sull’installazione:
Per prima cosa è necessario scaricare il progetto da SourceForge. Fatto questo creiamo una semplice web application e copiamo le seguenti definizioni all’interno del file web.xml:

<!– Define the pushlet servlet –>
<servlet>
<servlet-name>pushlet</servlet-name>
<servlet-class>nl.justobjects.pushlet.servlet.Pushlet</servlet-class>
<load-on-startup>1</load-on-startup>
</servlet>
<!– Define the Servlet Mappings. –>
<!– The pushlet –>
<servlet-mapping>
<servlet-name>pushlet</servlet-name>
<url-pattern>/pushlet.srv</url-pattern>
</servlet-mapping>

Fatto questo dobbiamo copiare all’interno della cartella contenente i nostri file sorgenti i due file di configurazione con estensione properties che si trovano nella cartella “pushlet-2.0.2\webapps\pushlet\WEB-INF\classes”. Questi file in fase di deploy andranno messi dentro la cartella “WEB-INF\classes” della nostra web application. Come ultimo passo dobbiamo copiare la libreria pushlet.jar presente nella cartella “pushlet-2.0.2\lib” nella cartella WEB-INF\lib della nostra web application. Svolte queste semplici operazioni preliminari siamo finalmente pronti a scrivere un po’ di codice!

Dalla teoria alla pratica:
Tralascio i dettagli tecnici riguardo il loro funzionamento e passo direttamente a una spiegazione molto pratica.

Il loro funzionamento si basa su un semplice principio:

“Io ho un messaggio che può essere modificato e quando questo viene modificato io devo avvertire tutte le risorse che ne sono in attesa”

Quindi il primo passo è definire un nome da dare a questo messaggio, nel nostro esempio sarà “/test”. Scelto il nome definiamo i campi che questo deve contenere, nel nostro caso conterrà solo “text”, ma può contenerere quanti messaggi vogliamo (o almeno quanti ne riusciamo a fare entrare in un array javascript). Nel nostro esempio il campo “text” conterrà la stringa presente in un campo di testo. L’invio della stringa avverrà alla pressione del tasto invia.

Scriviamo quindi la seguente pagina html e salviamola con nome server.html:

<html>
<head>
<script type="text/javascript" src="lib/ajax-pushlet-client.js"></script>
<SCRIPT type="text/javascript">
function send(msg){
p_publish('/test', 'text', msg);
}
</SCRIPT>
</head>
<body onload="p_join('/test');">
<INPUT type="text" id="textField" value="test"/>
<INPUT type="button" onclick="send(document.getElementById('textField').value);" id="invia" value="invia" />
</body>
</html>

Creaiamo ora il file client.html con il seguente codice al suo interno:
<html>
<head>
<script type="text/javascript" src="lib/ajax-pushlet-client.js"></script>
<SCRIPT type="text/javascript">
function onData(event) {
var text = event.get('text');
document.getElementById("textField").value = text;
}
</SCRIPT>
</head>
<body onload="p_join_listen('/test');">
<INPUT type="text" id="textField" />
</body>
</html>

Creati i due file copiamoli dentro la cartella root del nostro progetto, e colleghiamoci a http://localhost:XXXX/nomeProgetto/server.html e http://localhost:XXXX/nomeProgetto/client.html.

Scrivendo un testo all’interno di serverl.html e premento il tasto “invia” la textbox presente in client.html verrà “magicamente” aggiornata.

Conclusioni:
Le pushlet sono ancora in evoluzione e ad oggi presentano ancora qualche piccolo difetto, ma il suo realizzatore insieme alla comunità OpenSource sta lavorando assiduamente per realizzare un sistema sempre più affidabile.
Attualmente questo sistema è in utilizzo presso diverse applicazioni commerciali citate dallo stesso autore sul sito del progetto. Inoltre sul sito del progetto e nell’archivio che avete scaricato trovate molti esempi da studiare.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità su questo argomento senza dubbio molto interessante e di cui, a mio parere, sentiremo parlare nel tempo che verrà.

Chi desidera scaricare l’esempio qui descritto può cliccare qui.

Grazie per l’attenzione.